«Perché non provare a essere i migliori al mondo, solo per il gusto di farlo?» Art Garfunkel racconta una vita ricca e inquieta – e la riconciliazione con Paul Simon
AIl 4 settembre 2026, The Guardian dedica ad Art Garfunkel un’intervista approfondita. Con il titolo «Why not try to be the best in the world, just for the fun of it?», il giornalista britannico Dave Simpson ripercorre la straordinaria vita del cantante, la sua musica, i suoi numerosi interessi e il suo ritorno sul palcoscenico.
Al centro dell’intervista c’è un artista la cui vita va ben oltre la sua carriera decennale come cantante. Art Garfunkel parla di musica, letteratura, matematica, delle sue lunghe camminate e delle numerose esperienze che hanno plasmato il suo percorso. Ma, nonostante questa grande varietà, una cosa è rimasta immutata: il suo legame speciale con il canto.
Dopo un lungo periodo lontano dalle scene, nel 2026 Art Garfunkel torna sui palcoscenici internazionali con il tour «What a Wonderful World». Il tour lo porterà negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, Germania e Giappone, segnando il suo ritorno ai grandi spettacoli internazionali.
Nell’intervista, Art Garfunkel racconta come il suo ritorno sul palcoscenico sia iniziato con piccole esibizioni. Dopo essersi esibito davanti a un pubblico ristretto, è nato in lui il desiderio di tornare a cantare regolarmente davanti ai suoi ascoltatori. La gioia di cantare e il legame diretto con il pubblico sono ancora una volta al centro del suo ritorno.
L’intervista affronta anche la sua storia musicale lunga decenni, dalle prime registrazioni con Paul Simon come Tom & Jerry, passando per i successi mondiali di Simon & Garfunkel, fino alla sua carriera solista. Si parla anche del suo rapporto speciale con Paul Simon e del loro nuovo riavvicinamento dopo anni senza contatti personali.
L’intervista restituisce così il ritratto di un artista che può guardare indietro a una vita straordinariamente ricca e variegata, continuando allo stesso tempo a guardare avanti. Per Art Garfunkel, il 2026 non è quindi soltanto un anno dedicato al ricordo dei successi musicali del passato, ma anche una nuova occasione per incontrare il suo pubblico.
The Guardian accompagna questa fase particolare della sua carriera con una conversazione personale che mostra Art Garfunkel come musicista e come persona dalle molte sfaccettature, ma anche come un cantante che è ancora ben lontano dall’aver smesso di far sentire la propria voce.



